Spazio FMG: mostre architettura Milano: mostra studi architettura 5+1 AA, Archea Associati e Boeri studio
mostre architettura Milano, mostre Milano, mostre design

mostre architettura Milano: mostra studi architettura 5+1 AA, Archea Associati e Boeri studio



XXIII Congresso mondiale
Unione Internazionale Architetti





FMG Fabbrica Marmi e Graniti

mostre architettura Milano: mostra studi architettura 5+1 AA, Archea Associati e Boeri studio, torri verticali, mostre design



A
A
A

Mostra Nuove verticali a Milano.

Evento.   Dove.   Location.   Immagini e video.  


Mostra Nuove verticali a Milano
Tre torri per tre prestigiosi Studi di Architettura



Nuove verticali a Milano mette in mostra tre progetti in fase esecutiva riferiti a tre torri disegnate da tre studi importanti della scena contemporanea italiana: 5+1 AA, Archea Associati e Boeri studio.

Le torri verranno realizzate in tre punti diversi della città: la torre di 5+1 nel paesaggio aperto, tra confine tra città e campagna urbanizzata (Rozzano); la torre di Archea al posto di un edificio Montedison in zona Mac Mahon; la torre di Boeri Studio nell'area tra il quartiere Isola e la stazione Garibaldi.

Tre progetti senza correlazione tra loro se non quella di essere nati a Milano per Milano.

La Torre che non c'è di 5+1 AA sposta concettualmente le mura di Milano lungo la tangenziale e qui eleva una torre di 200 metri che attraverso un geniale studio di volumi e prospettive riesce a divenire visione bidimensionale stagliandosi verso il cielo come torre orizzontale.

La Torre delle arti di Archea e Associati sostituisce gli uffici Montedison con un progetto che dialoga con i grattacieli di Milano per eccellenza: la torre Velasca e il Pirellone. Ne scaturisce una figura scultorea con 4 tetti, 23 piani + 4 interrati per un'altezza complessiva di 94 metri. Gli elementi decorativi e degli spazi funzionali saranno realizzati in collaborazione con artisti, architetti, fotografi e designer.

Il Bosco verticale di Boeri studio, importante esempio di architettura ecosostenibile: due torri di 108 metri e 23 piani l'una, 78 metri e 21 piani l'altra ospiteranno 900 alberi fino a sei metri di altezza e arbusti per una superficie complessiva di 7000 mq di bosco. Ciò contribuirà al costituirsi di un microclima, produrre umidità, assorbire CO2 e polveri, produrre ossigeno. Sulla copertura di ciascuna torre è prevista la realizzazione di 22 pale eoliche, parte dei parapetti delle terrazze ospiteranno pannelli fotovoltaici per una superficie totale di 500 mq. Ciò per contribuire al fattore di microclimatizzazione e ad aumentare il grado di autosufficenza energetica delle due torri.

"Abbiamo scelto questi progetti perché sono tre risposte italiane all'indifferenza invocata riguardo molti altri progetti di star internazionali chiamate a lavorare a Milano con apparente disinteresse per il luogo" spiega Luca Molinari curatore della mostra insieme al giovane architetto Nicola Russi.
"Non si tratta di progetti indifferenti ma piuttosto di risposte spaziali, urbane e architettoniche ad un quesito importante e strategico per la città, ovvero se si debba ricorrere o meno ai grattacieli per segnare il processo di cambiamento che rimette in discussione l'identità stessa della città che da centro industriale sta diventando un grande polo europeo di servizi avanzati; e questo cambiamento passa anche attraverso l'architettura e le nuove opere che ne segneranno la crescita".
Le nuove verticali per segnare la modernità della città; nuove verticali per risparmiare territorio e muoversi in una idea di densità a tutta altezza; le nuove verticali invece come segno anomalo per una città fondamentalmente orizzontale, come segno internazionale, indifferente ai luoghi? Eppure la storia recente di Milano è segnata da due indiscussi capolavori d'architettura verticali: la Torre Velasca e il grattacielo Pirelli.

Queste le domande, questo il tema della mostra "Nuove Verticali a Milano" che vuole essere un'occasione per capire meglio i progetti, per riflettere e per discutere pubblicamente del cambiamento che sta avvenendo.



Verticale 5+1 AA

La tangenziale rappresenta le mura contemporanee di Milano, che oggi, da limite esterno e territoriale, appartengono sempre più al suo interno. Intensificando su questa linea una densità puntuale, fatta di torri, funzioni variabili e aree verdi al suolo, la città potrà concentrare un sistema denso come Manhattan su tutta la linea di ‘bordo' e divenire così, al suo interno, una successione di parchi con al centro la città.

Uno dei primi elementi fondativi del Master Plan per l'area D3 sarà una serie di torri tra cui la torre landmark, a nord della tangenziale, alta oltre i duecento metri. La torre non è un gesto formale, ma sistema di relazioni che vuole instaurare con il territorio e con Milano.

La torre nasce come dispositivo bidimensionale, che radicandosi al suolo come torre orizzontale trova lo slancio per conquistare il cielo con una geometria che ricerca l'equilibrio.

Come una foca, forse. Non ha un fronte principale, ma una sequenza di piani che assolvono agli aspetti energetico ambientali e reagiscono durante il giorno in maniera differente.

Si dispone sull'asse nord–sud lungo la sezione che ne caratterizza il profilo e ne fa comprendere il volume, divenendo così superficie, quasi astratta a est ed a ovest.
La torre che non c'è.

- programma: una torre per uffici di 200 metri all'interno del Master Plan per l'area D3 di Rozzano, Milano
- situazione: lavori in corso
- committente: Infrafin srl, Milano
- master plan: 5+1AA srl & Metrogramma
- progetto architettonico e paesaggistico: 5+1AA srl
- architetti: Alfonso Femia, Gianluca Peluffo
- ingegneria strutturale: AI Engineering, I2–Stefano Migliaro, Luca Romano
- ingegneria impiantistica, energia ambientale: AI Engineering
- viabilità e infrastrutture: CST centrostuditraffico–Pietro Gelmini, Ms Ingegneria–Stefano Migliaro
- progettazione paesaggistica e ambientale: Ori&Arienti
- gruppo di progettazione: Simonetta Cenci, Domenico Conaci, Antonio Terranova, Sara Gottardo, Francesca Ameglio, Cinzia Avanzi, Lorenza Barabino, Michela Biggi, Luca Bonsignorio, Stefania Bracco, Chiara Braida, Erica Ciano, Abel De Sousa Marques Patacho, Stefania Di Adamo, Silvia Gambula, Domenica Laface, Andrè Guimares Lira, Enrico Martino, Mauro Micheletti, Andrea Michelini, Anna Patti, Carola Picasso, Luca Pozzi, Alessandra Quarello
- modello ©5+1AA
- renderings ATTU–Andrea Antonelli
- calendario Master Plan 2003
- progetto preliminare 2005



Verticale Archea Associati, la Torre delle Arti

Costantemente in conflitto tra la struttura della torre e la consolidata concezione sullivaniana del grattacielo, il progetto per Milano di Archea Associati definisce un nuovo riferimento urbano che, a parità di superficie con la preesistente sede degli uffici Montedison, attualmente in corso di demolizione, ospiterà residenze, servizi e negozi al piede del nuovo edificio.

L'idea di costruire a sviluppo verticale densificando verso l'alto le volumetrie disponibili per liberare spazio al suolo deriva dalle direttive del gruppo finanziario australiano Babcock & Brown che, dopo aver ottenuto i necessari permessi per la costruzione, ha indetto una consultazione tra diversi studi italiani scegliendo la soluzione che a detta della committenza meglio caratterizzava l'edificio come espressione dialettica tra contemporaneità e tradizione dell'abitare a Milano.

Archea ha proposto conseguentemente un corpo variamente articolato in altezza con grandi scanalature intermedie per accentuare e slanciare la sagoma dell'edificio che viene così concepito come interpolazione - si potrebbe addirittura pensare ad una sorta di morphing - tra la variegata sezione della Torre Velasca e le fenditure verticali del grattacielo Pirelli: la soluzione proposta coincide con una figura scultorea in grado di rompere l'aspetto monolitico della cortina edilizia precedente individuando, oltre un landmark per l'intero quartiere, una nuova perimetrazione degli spazi a terra ed un diverso uso della strada che si addentra attraverso una piccola piazza all'interno del lotto.

Per quanto riguarda la struttura distributiva e funzionale del complesso sono previsti quattro piani di parcheggi interrati, per un totale di 300 posti auto: lo sviluppo in altezza comprenderà un piano terra con funzioni miste (commerciali e residenziali), 22 piani di appartamenti, un ristorante al 23° piano e terrazze sul tetto, per un'altezza complessiva di 94 metri.
I rivestimenti verranno realizzati in pietra, mentre la superficie caratterizzata dalle scanalature sarà in cotto rivestito in lamina di oro giallo a 24 carati in modo da rendere lucenti le fenditure che quindi divengono percepibili anche nella penombra notturna. 

Il tetto di due delle quattro torri in cui appare suddiviso il corpo principale ospiterà uno spazio verde caratterizzato dalla presenza di un invaso di terra in cui sarà piantato un grande leccio e altre essenze secondo la tradizione dei giardini pensili milanesi.
Gli spazi inter-esterni degli alloggi sono caratterizzati da un sistema continuo di logge che filtra la luce proteggendo le grandi aperture a vetro degli appartamenti: una sorta di "doppia pelle" che consentirà di schermare le facciate garantendo anche un considerevole risparmio energetico.
L'edificio sarà dotato di un avanzato sistema di controllo e gestione illuminotecnica, la visibilità notturna sarà garantita da una fotocellula crepuscolare che farà accendere i punti luce esterni al calare del sole, mentre un software di gestione del colore influirà sui cromatismi dei prospetti in relazione alle variazioni stagionali della luce.
Il programma costruttivo prevede inoltre per la realizzazione degli elementi decorativi e per la caratterizzazione dei diversi spazi funzionali la collaborazione con artisti, architetti, fotografi e designer contemporanei che saranno chiamati ad arricchire con il proprio lavoro il valore complessivo dell'opera.

Torre delle Arti, Milano
- luogo: Via Principe Eugenio 1-3-5, Milan, Italy
- data: 2006 (project design)
- progettisti: Archea Associati (Laura Andreini, Marco Casamonti, Silvia Fabi, Gianna Parisse, Giovanni Polazzi)
- collaboratori: Eleonora Grassi, Caterina Micucci, Aldo Giacchetto, Davide Biloni, Pierluigi Pala, Davide Penserini, Chiara Sabbatini, Marco Cavalli, Francesco Farnetani, Marco Lupi, Massimo Pirronello, Michele Della Vecchia, Maarten Scheurwater, Reana Reale, Gianpietro Sciarra, Antonello De Bonis, Marcello Silvestre, Pablo Gomez, Paolo Invidia, Francesca Ferrarini, Emilio Cabella, Manuel Di Stefano, Mattia Mugnaini, Anna Castorri.
- strutture: Favero & Milan Ingegneria S.r.l., Venezia
- impianti: Studio T.I., Rimini
- superficie: 1421.53 sqm (commercial); 17768.53 sqm (residencial)
- superficie totale: 19190.06 mq
- altezza totale: 94 m
- posti auto: 315
- render: Davide Di Franco, Aldo Giacchetto 



Verticale Boeri Studio

Il Bosco Verticale è composto da due torri di - 108 metri/27 piani (più piano terra)
- 78 metri 21 piani (più piano terra) 

Piante
Il Bosco Verticale ospita nel suo complesso circa 900 alberi di 3 e/o 6 metri l'uno (550 la più alta,
350 la più bassa) oltre a arbusti.
In un terreno piano, il bosco verticale occuperebbe una superficie di circa 7000 metri quadri.

Le piante sono di essenza diversa a seconda della esposizione al sole, ad esempio:
- parete nord: betulle e salici + cronus (arbusti)
- parete ovest : rustifina, peri da fiore
- parete sud: querce sgheree + mioporo,
mirto eleagno..
- parete est: ciliegi da fiore, bambù...

Il bosco verticale aiuta
- il costituirsi di un microclima
- produce umidità
- assorbe CO2 e polveri
- produce ossigeno

L'irrigazione avviene per larga parte attraverso il riutilizzo dell'acqua di condensa dell'impianto centralizzato
di condizionamento.
La gestione e la manutenzione del verde di ciascun appartamento sarà affidata ad un servizio condominiale centralizzato, che gestisce anche i due piani-serra presenti nelle due torri. 

Eolico: sulla copertura di ciascuna torre è prevista la realizzazione di pale eoliche (22) 
Solare: parte dei parapetti delle terrazze, quelli esposti meglio ai raggi del sole, ospiteranno pannelli fotovoltaici, per una superficie totale di circa 500 mq. 
Eolico + fotovoltaico: contribuiranno, insieme al fattore di microclimatizzazione dato dagli alberi, a aumentare il grado di autosufficienza energetico delle due torri.




«  Dove  |  Immagini e video  »  ^ inizio pagina ^



Copyright © 2002-2008 FMG Fabbrica Marmi e Graniti
Fiorano Modenese, Modena - Italy

Internet partner:
Sigla.com [www.sigla.com]